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venerdì 15 novembre 2013

Grano saraceno

Il grano saraceno, alimento importante per gli SPIGAti, perché come già detto contrariamente a ciò che si pensa dato il nome, è una pianta appartenente alla famiglia delle Poligonacee e non a quella delle Graminacee, per cui non si tratta di un vero e proprio cereale, tuttavia viene merceologicamente considerato tale in virtù delle sue proprietà nutrizionali.
E' un alimento purtroppo ancora poco conosciuto, poco sfruttato e decisamente sottovalutato. Viene comunemente associato ai cereali, ma le sue caratteristiche molto particolari lo avvicinano molto anche ai legumi. In realtà non appartiene a nessuna delle due categorie e nel panorama alimentare, proprio per le sue insolite caratteristiche, occupa certamente un posto tutto suo.
E’ originario di una vasta zona dell’Asia compresa tra il lago Baikal, la Manciuria e la Siberia. In queste zone, dove cresce tuttora spontaneo, il grano saraceno fu coltivato dalle popolazioni nomadi: la pianta si confaceva alle loro abitudini migratorie in quanto soggetta ad un breve ciclo vegetativo.
Da queste zone il grano saraceno si diffuse in Cina, India e Giappone attorno al X secolo.
In Europa arrivò nel XIII secolo. I Turchi lo introdussero in Grecia e nelle penisola balcanica. Più o meno nello stesso periodo storico, tuttavia, probabilmente il grano saraceno arrivò anche da nord: durante le loro migrazioni, i Mongoli lo portarono con sé dalla Russia meridionale fino alla Polonia e alla Germania, da dove si diffuse nel resto d’Europa.
Immagine da web
In Italia giunse agli inizi del 1500. Il nome “saraceno” probabilmente è dovuto al fatto che era consumato e commerciato dai Turchi che, come tutti i popoli musulmani, a quei tempi erano chiamati “saraceni”.
Fu utilizzato per lungo tempo da molte popolazioni pedemontane dell’Italia Settentrionale. Ancor oggi è diffusamente coltivato in Valtellina e nel Sud Tirolo per la preparazione di specialità tipiche come i pizzoccheri ad esempio o ottime crostate.
Il grano saraceno è un alimento molto importante nell’Europa nordorientale, ma viene coltivato anche in alcune zone della Francia e della Germania.

Le proprietà 

Il grano saraceno è dotato di proprietà nutrizionali molto interessanti. Il suo tenore in carboidrati (67%), proteine (11,5%) e grassi (2,6%) non è molto dissimile da quello del frumento, il “vero” grano, ma ad un’analisi più dettagliata emergono diverse particolarità.
Il valore biologico, cioè la qualità delle proteine del grano saraceno è buona, considerata la presenza di tutti gli aminoacidi essenziali (ad esempio, rispetto al frumento il grano saraceno contiene una quantità doppia di lisina). Inoltre, il grano saraceno come ora sappiamo bene, non contiene glutine, per cui può essere consumato liberamente anche dalle persone affette dal morbo celiaco.
L’amido è particolarmente digeribile in quanto costituito al 75% da amilopectina.
I pochi grassi presenti sono di ottima qualità.
Il grano saraceno è ricco di sali minerali (in particolare potassio, magnesio, ferro, manganese, zinco, selenio) e vitamine (in particolare B1, B2, PP, B5, E, P).
Consumato in forma integrale, fornisce un’ottima quantità di fibra e ha un indice di sazietà piuttosto elevato.
Utile a tutti, il grano saraceno è particolarmente benefico nell’infanzia, nella magrezza eccessiva, negli stati di debolezza fisica e nervosa.
E’ molto adatto agli sportivi per la sua capacità di fornire energia con un moderato apporto calorico.
E’ un cibo tonificante, corroborante. Secondo le tradizioni orientali aiuta ad eliminare i ristagni di cibo ed è quindi adatto in caso di cattiva digestione con gonfiore e dolore addominale; regolarizza la funzionalità intestinale.
Fornisce diverse sostanze antiossidanti, che aiutano a proteggere le cellule dai radicali liberi causa di invecchiamento precoce. Tra questi, da ricordare la rutina, una sostanza che rafforza la parete dei capillari sanguigni. Per questo, il grano saraceno migliora il microcircolo, previene la comparsa di emorragie ed è utile per chi è affetto da patologie quali varici, emorroidi, teleangectasie, retinopatie, ecc.
Sembra dotato di una generale azione antinfiammatoria. Alcuni studiosi lo ritengono un buon coadiuvante in caso di patologie reumatiche.
Favorisce l’elasticità dei vasi sanguigni. Può aiutare a prevenire l’ipertensione.
E’ comprovata la sua attività galattagoga: favorisce la produzione di latte nelle puerpere.
Riduce l’assorbimento intestinale di colesterolo. 
Infine, dal grano saraceno è stata isolata una sostanza zuccherina, il D-chiro-inositolo, che sembra utile nella cura del diabete mellito.
Tra i difetti del grano saraceno ricordiamo però la possibilità di reazioni allergiche e le sue proprietà fotosensibilizzanti, che possono manifestarsi con rossore sulle zone del corpo meno pigmentate.


Come utilizzarlo in cucina

Il grano saraceno si trova sotto forma di farina o in grani. La farina, che comunque per gli SPIGAti deve essere garantita senza tracce di glutine, in quanto potrebbe essere stata prodotta in ambienti contaminati pur essendone naturalmente privo, anche anticamente e soprattutto in Valtellina, si utilizza mescolata ad altre o da sola per fare biscotti, pane, polenta e per realizzare i famosi pizzoccheri. 

Se invece preferite acquistare i grani ecco come prepararli: per prima cosa lavateli accuratamente sotto l’acqua corrente e scolateli bene. Tostateli poi in padella per un paio di minuti prima di procedere alla bollitura come si fa per i normali cerali, ci vogliono circa 20 minuti perché sia pronto. Una volta cotto potete condire a piacere con verdure oppure preparare polpettine, sformati o altro. Su internet si trovano molte idee per cucinare questo cereale non cereale o legume non legume!

Mc Donalds, Autogrill & co.

Ecco un'altra questione frequente sollevata dagli esordienti del Club.
La “questione” Mc Donalds, visioni personali sullo stile alimentare e sulla genuinità degli alimenti a parte, indubbiamente la possibilità o meno di potersi concedere un hamburger in compagnia, o se vogliamo vedere l'argomento in modo più ampio, la possibilità di mangiare un gelato durante una passeggiata o uno snack durante un viaggio, rimangono “questioni” di importanza fondamentale per i soci del Club.
Allora andiamo per gradi. Come tutti, o quasi, saprete, fino a poco tempo fa Mc Donalds dava la possibilità agli SPIGAti (firmando o meno una liberatoria) di magiare uno dei loro hamburger se veniva portato loro un panino senza glutine, già precedentemente tagliato, farcendolo a piacimento (prodotti impanati esclusi ovviamente), garantendo che la carne fosse senza glutine e che la procedura adottata garantisse che non venisse contaminato durante la preparazione. Da anni inoltre sul sito istituzionale trovate l'elenco di tutti i loro prodotti con i relativi ingredienti ed allergeni, glutine compreso, in modo da poter scegliere anche altri prodotti tra cui patatine, milk shake, salse, etc.
Ultimamente Mc Donalds ha abrogato tale procedura e nell'ottica di un progetto più ampio per soddisfare sempre meglio le differenti esigenze alimentari, ha inserito, come già in altri paesi, il menù senza glutine a mo dì “Happy meal”, che tutti conoscete, composto da panino, patatine e bevanda. Certo non c'è più la possibilità di scegliere il panino che più ci aggrada, ma è un primo passo più che apprezzabile.
Anche Autogrill, RossoPomodoro o altre catene, stanno percorrendo questa strada, in molti punti delle loro catene si possono trovare menù o prodotti dedicati (primi piatti, pizza, snack). Basti pensare ad esempio pad Autogrill che in occasione del Gluten Free Expo per tutte e quattro le giornate della fiera si trova esclusivamente il menu senza glutine, dalla colazione al pranzo fino alla merenda. E ancora parchi divertimento come Gardaland e Mirabilandia, altri piccoli esercizi commerciali, bar o gelaterie si stanno indirizzando in tal senso. Ricordiamo ovviamente che per magiare fuori con assoluta certezza esiste un elenco consultabile redatto dall'Associazione Italiana Celiachia, che raggruppa tutti quei locali che garantiscono prodotti e procedure di preparazione verificati da Aic stessa, ma mi piace anche sottolineare lo sforzo fatto in questa direzione da altrettanti locali seri che magari non conoscendo tale procedura offrono con altrettanta garanzia un servizio senza glutine.
Per esempio, per gustare un gelato? Come si fa? Certamente possiamo andare alla ricerca di un locale garantito Aic, ma se per innumerevoli motivi ci troviamo colti da improvvisa voglia di gelato davanti ad un locale che non è in elenco, prediligiamo i gusti frutta chiedendone gli ingredienti, se naturali (frutta, acqua, latte e zucchero) o se preparati con miscele prefinite, prestiamo attenzione alla contaminazione o nel migliore dei casi magari troviamo un gelataio esperto e preparato che sarà in grado di garantirci i gusti che possiamo scegliere (sempre dandoci la possibilità di verificarne l'elenco degli ingredienti). Insomma con un po' di accortezza, di esperienza e grazie agli sforzi di tante piccole e grandi aziende, anche il mangiare fuori casa possa essere un problema se non superato di certo superabile.

Immagine dal Web



La celiachia malattia "nuova" o risultato di una modificazione del frumento?

Questa è una domanda ormai frequente. Tante persone si interrogano sul perché di questa improvvisa ed esponenziale crescita, quasi "epidemica", della celiachia in tutto il mondo o quasi.
Quasi perché sembrerebbe analizzando la diffusione della celiachia a livello mondiale, che esistano ancora delle aree nel mondo dove la celiachia abbia un'incidenza davvero bassa, l'area orientale per esempio, ma anche qui le cose sembrano cambiare. Fino a qualche anno fa si pensava che l'intolleranza al glutine fosse tipica della popolazione europea, ma poi si scoprì che ne era affetta anche la popolazione Americana e Australiana e di lì a poco fu chiaro che la celiachia non aveva confini perché studi confermavano la presenza di questa "nuova" malattia anche in Africa, Paesi dell'Est, America Latina, fino a sconfinare nei paesi dell'Estremo Oriente dove storicamente, appunto, non se ne riscontrava traccia.


Analizziamo due aspetti: la celiachia è una malattia "nuova"? Ed è il risultato di una modificazione del frumento?

Immagine dal web
Allora per quanto ci è dato sapere, la storia della celiachia ha origini molto lontane nel tempo e probabilmente già nel 250 a.C. il medico Romano Galeno aveva descritto questa forma intestinale sia nel bambino che nell’adulto. Nel I secolo d.C. Celso introduceva l’aggettivo celiaco per identificare una malattia diarroica ed Areteo di Cappadocia ne riconosceva l’andamento protratto e la difficoltà della cura. Nel 1888 Samuel Gee descriveva la celiachia in Gran Bretagna ed individuava nella dieta una possibilità di terapia. Addirittura studi recenti hanno individuato i cosiddetti "geni della celiachia" nelle ossa  dello scheletro di una ragazza rinvenuto negli scavi di  Ansedonia, in Toscana,  risalente al I° secolo a.C. Sembrerebbe, per tanto, che la celiachia non sia una malattia "nuova", ma la sua diffusione racconta una storia diversa.
Già perché il quesito è sempre lo stesso, perché l'incidenza e la prevalenza di questa malattia è così vortiginamente incrementata? In molti sostengono che l’aumento dei casi di celiachia sia una conseguenza del miglioramento delle tecniche diagnostiche, ma la spiegazione non convince, appare eccessivamente semplicistica e riduttiva.
E’ mai possibile che non dipenda da uno stile alimentare? L'ipotesi che lo sviluppo della celiachia sia strettamente legato alla manipolazione del grano non è nuova. Non spiegherebbe di certo la presenza di tracce di celiachia nei secoli passati, ma spiegherebbe di certo la presenza di questa malattia in popolazioni che prima non la manifestavano, perché ormai negli ultimi anni le abitudini alimentari della popolazione mondiale sono molto cambiate e anche chi non consumava abitualmente cibi derivati dal frumento ora li consuma, esempio tipico gli africani migrati in Europa. Ma ora, grazie anche alle intuizioni e dichiarazioni di numerosi scienziati di esperienza, pare che questa ipotesi possa arricchirsi di ulteriori dettagli, anche se mai confermata e che lascia ancora numerosi interrogativi.


Il grano nanizzato

Un esempio, il professor Luciano Pecchiai, fondatore dell’Eubiotica in Italia e attuale primario ematologo emerito all’ospedale Buzzi di Milano, ha avanzato una spiegazione di questa possibile correlazione causa-effetto su cui occorrerebbe produrre indagini scientifiche ed epidemiologiche accurate. «E’ ben noto che il frumento del passato era ad alto fusto – spiega Pecchial – cosicchè facilmente allettava, cioè si piegava verso terra all’azione del vento e della pioggia. Per ovviare a questo inconveniente, in questi ultimi decenni il frumento è stato quindi per così dire “nanizzato” attraverso una modificazione genetica». Appare fondata l’ipotesi che la modifica genetica di questo frumento sia correlata ad una modificazione della sua proteina e in particolare di una frazione di questa, la gliadina, proteina basica dalla quale per digestione peptica-triptica si ottiene una sostanza chiamata frazione III di Frazer, alla quale è dovuta l’enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento caratteristico della celiachia. «E’ evidente – ammette lo stesso Pecchiai – la necessità di dimostrare scientificamente una differenza della composizione aminoacidica della gliadina del frumento nanizzato, geneticamente modificato, rispetto al frumento originario. Quando questo fosse dimostrato, sarebbe ovvio eliminare la produzione di questo frumento prima che tutte le future generazioni diventino intolleranti al glutine». 

Il grano Creso



Immagine dal web
Chiudiamo con un ultimo esempio, quello del grano creso. Forse qualcuno ricorderà una questione dibattuta qualche anno fa alla quale non è mai stata fornita risposta e che rimane a tutt’oggi un problema apertissimo e attuale: il cosiddetto grano Creso. Nel 1974, all’insaputa dei più, viene iscritto nel Registro varietale del grano duro il Creso. Nove anni dopo, la superficie coltivata a Creso in Italia era passata da pochi ettari a oltre il 20% del totale, con 15 milioni di quintali l’anno per un valore, di allora, di circa 600 miliardi di vecchie lire.Da una pubblicazione del 1984 si ricavò poi che quel grano era stato «inventato» e sviluppato presso il centro di studi nucleari della Casaccia. Nel lavoro, come ricordò nel 2000 anche il fisico Tullio Regge su Le Scienze, si sottolineava l’efficacia della mutagenesi e l’introduzione di nuovo germoplasma e di ibridazioni interspecifiche.In sostanza, il Creso era il risultato dell’incrocio tra una linea messicana di Cymmit e una linea mutante ottenuta trattando una varietà con raggi X. Per altre varietà in commercio erano stati utilizzati neutroni termici. In che misura, per esempio, il consumo continuativo di questo frumento può avere influenzato l’organismo di chi lo ha ingerito? Non si sa, né pare che alcuno voglia scoprirlo. Lo stesso Regge si limitò ad affermare che comunque «lo hanno mangiato tutti con grande gusto». E se la celiachia fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano che sta alla base della maggior parte del cibo che mangiamo? Chissà se a qualcuno, prima o poi, verrà voglia di capirlo. Per ora anziché cercare spiegazioni sulle cause, cosa che permetterebbe di provvedere poi alla loro rimozione, la ricerca percorre direzioni opposte, ipotizzando e sperimentando ulteriori modificazioni genetiche del frumento stesso per «deglutinare», cioè privare del glutine, ciò che ne è provvisto o «immettere» nel frumento caratteristiche proprie di cereali naturalmente privi di glutine. Sperando che tutto ciò non provochi ulteriori conseguenze.

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org






Alimenti vietati

Infine ci sono gli alimenti contenenti glutine il cui acquisto e consumo è da evitare.


  • Frumento (grano), segale, orzo, avena, farro, spelta, kamut, triticale 
  • Farine, amidi, semolini, creme e fiocchi dei cereali vietati 
  • Paste, paste ripiene, gnocchi in genere 
  • Pane e suoi sostitutivi: pancarrè, grattugiato, focacce, pizza, piadine, grissini, cracker, fette biscottate, crostini di pane, ecc. 
  • Muesli e miscele di cereali kamut Malto, estratto di malto dei cereali vietati 
  • Dolci, biscotti e torte prepararti con farine contenenti glutine  


Carne, Pesce e Uova 


  • Carne o pesce impanati (cotoletta, bastoncini, frittura di pesce ecc.) o infarinati o miscelati con grattugiato (hamburger, polpette, ecc) o cucinati in sughi e salse addensate con farine contenenti glutine 
  • Pesce surgelato precotto (esempio: paella, surimi, ecc.) o pronto da cuocere o da friggere (esempio: frittura di pesce) 


Latte e derivati 


  • Piatti pronti a base di formaggio impanati con farine contenenti glutine 
  • Yogurt al malto, ai cereali, ai biscotti 


Verdura e Legumi 


  • Misti di verdure (minestroni, zuppe, ecc.) con cereali 
  • Verdura impanata, infarinata, in pastella 


Frutta 


  • Frutta disidratata infarinata (esempio: fichi secchi, ecc.)  

 

Bevande 


  • Caffè solubile o surrogati del caffè contenenti orzo o malto 
  • Bevande contenenti malto, orzo, segale 
  • Bevande all'avena 
  • Birra Vodka, Gin Whisky non scozzese    


Dolci 


  • Torte, biscotti, pasticcini e dolciumi preparati con farine ed altri ingredienti contenenti glutine Cioccolato con cereali 
  • Marzapane 


Varie 


  • Olio di germe di grano 
  • Lievito madre o lievito acido 
  • Besciamella  


Alimenti consentiti e naturalmente privi di glutine

Sono numerosi alimenti naturalmente privi di glutine, che non hanno nemmeno il rischio correlato alla contaminazione, infatti possono essere acquistati e consumati in tutta tranquillità e sicurezza, se privi di additivi e non miscelati con altri ingredienti.

Carne, Pesce e Uova

Tutti i tipi di carne e pesce
Pesce conservato solo se: al naturale, sott'olio, affumicato privo di additivi, aromi e altre sostanze Uova
Prosciutto crudo


Latte e derivati


  • Latte 
  • Yogurt naturale magro o intero 
  • Panna fresca e panna a lunga conservazione 
  • Formaggi freschi e stagionati  


Bevande 


  • Caffè, caffè decaffeinato, tè, tè deteinato, tisane, camomilla 
  • Nettari e succhi di frutta non addizionati di vitamine o altre sostanze (conservanti, additivi, aromi, ecc.) 
  • Bevande gassate e frizzanti (esempio: coca cola, aranciata, ecc.) 
  • Vino bianco e rosso, spumante 
  • Grappa, Tequila, Rhum, Cognac, Whisky solo scozzese 


Dolci 


  • Torte, biscotti, dolci fatti in casa con farine prive di glutine 
  • Miele, zucchero 
  • Gelati e sorbetti fatti in casa con ingredienti privi di glutine 
  • Creme preparate in casa con ingredienti privi di glutine 


Verdura e Legumi 


  • Tutti i tipi di verdura fresca, cruda o cotta 
  • Tutti i legumi freschi e secchi 


Frutta 


  • Tutti i tipi di frutta 
  • Frutta sciroppata 
  • Tutti i tipi di frutta secca con e senza guscio 
  • Frutta essiccata non infarinata 


Varie 


  • Burro, lardo, strutto 
  • Oli vegetali 
  • Aceti non aromatizzati 
  • Pepe, sale, zafferano, spezie ed erbe aromatiche 
  • Passata di pomodoro, pomodori pelati e concentrato di pomodoro 
  • Estratto di lievito 
  • Lievito di birra fresco e liofilizzato 

 

Anche tra i cereali ce ne sono molti privi di glutine, che se acquistati in chicci non comportano alcun problema: 


  • Riso 
  • Mais (granoturco) 
  • Grano saraceno 
  • Manioca 
  • Miglio 
  • Amaranto 
  • Quinoa 
  • Sorgo 







Gli alimenti a rischio

Ci sono poi alcuni alimenti considerati a rischio, perché potrebbero contenere tracce di glutine in parte superiore a quella consentita (20 parti per milione), i quali possono essere acquistati solo dopo un'attenta lettura dell'etichetta degli ingredienti e le specifiche della lavorazione.

Carne, Pesce e Uova 


  • Salumi come bresaola, prosciutto cotto, mortadella, coppa, pancetta, salame, salsiccia, speck, würstel, zampone, cotechino, ecc. 
  • Conserve di carne e pesce in scatola 
  • Piatti pronti o precotti a base di carne o pesce  


Latte e derivati 


  • Panna Yogurt alla frutta 
  • Creme e budini 
  • Panna montata 
  • Formaggi a fette 
  • Formaggi fusi da spalmare 
  • Latte in polvere per uso industriale, latte condensato 
  • Bevande a base di latte    
  • Verdura e Legumi
  • Patatine confezionate in sacchetto (esempio: patatine snack) 
  • Patate surgelate 
  • Piatti pronti a base di verdura surgelata precotta 
  • Purè istantaneo o surgelato 
  • Verdure conservate 


Frutta 


  • Frutta candita o glassata 


Bevande 


  • Bevande light Bevande a base di frutta e the freddo 
  • Preparati per bevande al cioccolato o cacao 
  • Sciroppi per bibite e granite 
  • Caffè solubili 
  • Frappé 
  • Integratori  

Dolci


  • Marmellate 
  • Zucchero a velo e cacao in polvere 
  • Cioccolato in tavolette o creme spalmabili 
  • Gelati industriali o artigianali 
  • Torte, biscotti e dolci vari 
  • Preparato per dolci 
  • Caramelle, canditi, confetti, gelatine, gomme da masticare 
  • Dolci di cui non si conosce la composizione  

Varie


  • Prodotti sott’olio di semi vari 
  • Dadi o estratti di carne o preparati per brodo 
  • Lievito chimico 
  • Burro light, margarina e margarina light 
  • Aceti aromatizzati o balsamici 
  • Sughi, salse, maionese, senap, salsa d'acciughe 
  • Pasta d'acciughe 
  • Condimenti di cui non si conosce la composizione 
  • Curry


e anche dei cereali consentiti: 


  • Farine, fecole, amidi dei cereali permessi (esempio: maizena) 
  • Tapica Malto, estratto di malto Farina per polenta precotta ed istantanea 
  • Polenta pronta 
  • Cialde e gallette dei cereali permesse 
  • Cereali permessi: soffiati o in fiocchi 
  • Fibre vegetali 
  • Popcorn confezionati 
  • Risotti pronti (in busta, surgelati, aromatizzati)