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venerdì 15 novembre 2013

Grano saraceno

Il grano saraceno, alimento importante per gli SPIGAti, perché come già detto contrariamente a ciò che si pensa dato il nome, è una pianta appartenente alla famiglia delle Poligonacee e non a quella delle Graminacee, per cui non si tratta di un vero e proprio cereale, tuttavia viene merceologicamente considerato tale in virtù delle sue proprietà nutrizionali.
E' un alimento purtroppo ancora poco conosciuto, poco sfruttato e decisamente sottovalutato. Viene comunemente associato ai cereali, ma le sue caratteristiche molto particolari lo avvicinano molto anche ai legumi. In realtà non appartiene a nessuna delle due categorie e nel panorama alimentare, proprio per le sue insolite caratteristiche, occupa certamente un posto tutto suo.
E’ originario di una vasta zona dell’Asia compresa tra il lago Baikal, la Manciuria e la Siberia. In queste zone, dove cresce tuttora spontaneo, il grano saraceno fu coltivato dalle popolazioni nomadi: la pianta si confaceva alle loro abitudini migratorie in quanto soggetta ad un breve ciclo vegetativo.
Da queste zone il grano saraceno si diffuse in Cina, India e Giappone attorno al X secolo.
In Europa arrivò nel XIII secolo. I Turchi lo introdussero in Grecia e nelle penisola balcanica. Più o meno nello stesso periodo storico, tuttavia, probabilmente il grano saraceno arrivò anche da nord: durante le loro migrazioni, i Mongoli lo portarono con sé dalla Russia meridionale fino alla Polonia e alla Germania, da dove si diffuse nel resto d’Europa.
Immagine da web
In Italia giunse agli inizi del 1500. Il nome “saraceno” probabilmente è dovuto al fatto che era consumato e commerciato dai Turchi che, come tutti i popoli musulmani, a quei tempi erano chiamati “saraceni”.
Fu utilizzato per lungo tempo da molte popolazioni pedemontane dell’Italia Settentrionale. Ancor oggi è diffusamente coltivato in Valtellina e nel Sud Tirolo per la preparazione di specialità tipiche come i pizzoccheri ad esempio o ottime crostate.
Il grano saraceno è un alimento molto importante nell’Europa nordorientale, ma viene coltivato anche in alcune zone della Francia e della Germania.

Le proprietà 

Il grano saraceno è dotato di proprietà nutrizionali molto interessanti. Il suo tenore in carboidrati (67%), proteine (11,5%) e grassi (2,6%) non è molto dissimile da quello del frumento, il “vero” grano, ma ad un’analisi più dettagliata emergono diverse particolarità.
Il valore biologico, cioè la qualità delle proteine del grano saraceno è buona, considerata la presenza di tutti gli aminoacidi essenziali (ad esempio, rispetto al frumento il grano saraceno contiene una quantità doppia di lisina). Inoltre, il grano saraceno come ora sappiamo bene, non contiene glutine, per cui può essere consumato liberamente anche dalle persone affette dal morbo celiaco.
L’amido è particolarmente digeribile in quanto costituito al 75% da amilopectina.
I pochi grassi presenti sono di ottima qualità.
Il grano saraceno è ricco di sali minerali (in particolare potassio, magnesio, ferro, manganese, zinco, selenio) e vitamine (in particolare B1, B2, PP, B5, E, P).
Consumato in forma integrale, fornisce un’ottima quantità di fibra e ha un indice di sazietà piuttosto elevato.
Utile a tutti, il grano saraceno è particolarmente benefico nell’infanzia, nella magrezza eccessiva, negli stati di debolezza fisica e nervosa.
E’ molto adatto agli sportivi per la sua capacità di fornire energia con un moderato apporto calorico.
E’ un cibo tonificante, corroborante. Secondo le tradizioni orientali aiuta ad eliminare i ristagni di cibo ed è quindi adatto in caso di cattiva digestione con gonfiore e dolore addominale; regolarizza la funzionalità intestinale.
Fornisce diverse sostanze antiossidanti, che aiutano a proteggere le cellule dai radicali liberi causa di invecchiamento precoce. Tra questi, da ricordare la rutina, una sostanza che rafforza la parete dei capillari sanguigni. Per questo, il grano saraceno migliora il microcircolo, previene la comparsa di emorragie ed è utile per chi è affetto da patologie quali varici, emorroidi, teleangectasie, retinopatie, ecc.
Sembra dotato di una generale azione antinfiammatoria. Alcuni studiosi lo ritengono un buon coadiuvante in caso di patologie reumatiche.
Favorisce l’elasticità dei vasi sanguigni. Può aiutare a prevenire l’ipertensione.
E’ comprovata la sua attività galattagoga: favorisce la produzione di latte nelle puerpere.
Riduce l’assorbimento intestinale di colesterolo. 
Infine, dal grano saraceno è stata isolata una sostanza zuccherina, il D-chiro-inositolo, che sembra utile nella cura del diabete mellito.
Tra i difetti del grano saraceno ricordiamo però la possibilità di reazioni allergiche e le sue proprietà fotosensibilizzanti, che possono manifestarsi con rossore sulle zone del corpo meno pigmentate.


Come utilizzarlo in cucina

Il grano saraceno si trova sotto forma di farina o in grani. La farina, che comunque per gli SPIGAti deve essere garantita senza tracce di glutine, in quanto potrebbe essere stata prodotta in ambienti contaminati pur essendone naturalmente privo, anche anticamente e soprattutto in Valtellina, si utilizza mescolata ad altre o da sola per fare biscotti, pane, polenta e per realizzare i famosi pizzoccheri. 

Se invece preferite acquistare i grani ecco come prepararli: per prima cosa lavateli accuratamente sotto l’acqua corrente e scolateli bene. Tostateli poi in padella per un paio di minuti prima di procedere alla bollitura come si fa per i normali cerali, ci vogliono circa 20 minuti perché sia pronto. Una volta cotto potete condire a piacere con verdure oppure preparare polpettine, sformati o altro. Su internet si trovano molte idee per cucinare questo cereale non cereale o legume non legume!

Amaranto

Che cos’è l’amaranto

L’amaranto è una pianta originaria del centro America, alimento fondamentale per gli Aztechi e gli Incas. Da tempo dimenticato, è stato “riscoperto” in USA negli anni ’60, ma è coltivato anche in altre zone del mondo. La pianta dell’Amaranto viene coltivata anche a scopo ornamentale, oltre ai chicchi sono edibili anche le foglie. Questa pianta l’abbiamo inserita tra i cereali perché molto affine ad essi come utilizzo in cucina, tuttavia non fa parte delle Graminacee e quindi non è un “vero” cereale, insieme al grano saraceno, la quinoa, e la manioca.

Qualità nutrizionali

L’amaranto è ricco di proteine, lisina, calcio, fosforo, magnesio e ferro, fino al 16%, le quali hanno un elevato valore biologico poiché, al contrario dei cereali veri e propri, contiene quasi il doppio di lisina, amminoacido essenziale di cui sono carenti quasi tutti gli altri cereali. Le sue benefiche proprietà sono dovute innanzitutto alla massiccia presenza di sostanze “benevole”. È anche una buona fonte di fibre (fino al 15%). L’assenza di glutine lo rende oltre che adatto alla alimentazione di chi è affetto da morbo celiaco, ai bambini nel periodo dello svezzamento.  In quantità minori troviamo: arginina, serina, acido glutammico, alanina e acido aspartico. In piccole quantità sono presenti anche vitamine del gruppo B e la vitamina C.


Immagine dal Web


Proprietà curative e benefici dell’Amaranto

Vista la completa assenza di glutine e l’abbondanza di fibre, l’amaranto è un alimento altamente digeribile, questo il motivo per cui viene introdotto nelle diete di persone con problemi intestinali e nello svezzamento dei bambini; molto spesso l’amaranto viene usato come alimento base nella preparazione di pappe per bambini ed anziani. Data la sua abbondanza di proprietà nutritive e alla presenza di proteina è un valido ingrediente nella dieta di tutte quelle persone che per un motivo o per l’altro decidono di non mangiare più carne. Non solo. Sempre grazie alla sua digeribilità e alle sue ottime proprietà nutritive, l’amaranto viene ultimamente impiegato come alimento d’appoggio in diete mirate per “sopportare” delicati trattamenti nella cura di diverse patologie, tra cui anche il cancro.


Preparazione

I chicchi di amaranto, quando vengono bolliti, tendono ad aggregarsi sotto forma di una massa gelatinosa, che può risultare sgradita. Per evitare questo si può cucinare l’amaranto insieme ad altri cereali (per esempio il riso e il grano saraceno), nella misura del 15-20%, migliorandone il sapore e il valore nutritivo. L’amaranto va bollito per 30 minuti (20 in pentola a pressione), in un quantitativo di acqua pari a 3 volte quello dei chicchi. Il sapore è gradevole, dolciastro, ricorda un po’ la nocciola. I grani possono essere tostati in una padella antiaderente con un filo di olio, oppure soffiati.
L’abbinamento migliore dell’amaranto è con gli ortaggi e i legumi, mentre non si dovrebbe combinare con le proteine animali come latticini e carni perché il piatto risulterebbe pesante ed indigesto.

Nutella, Nesquik & co.

Una delle prime domande che fa un iniziato del Club, sopratutto se ha dei bimbi piccoli.. ma non solo.., è: "Oddio ora non potrà più mangiare la nutella? E il Nesquik?" Così via discorrendo. Posso, anzi voglio elencarvi una serie di domande e relative risposte che hanno in questi anni risolto le prime difficoltà agli iniziati del Club che ho avuto il piacere di aiutare a muovere i primi passi in questo mondo il cui approccio non è esattamente semplicissimo.

Faccio una premessa, sappiamo ormai quasi bene tutti che tra gli scaffali di negozi specializzati e farmacie o nelle apposite aree dedicate dei supermercati troviamo i "famosi" prodotti dietoterapeutici che riportano in modo chiaro la dicitura o il famoso simbolo (fonte di ispirazione del nome di questo club) che identifica un prodotto senza glutine. Sappiamo anche che è utile se non indispensabile, sopratutto in fase di esordio nel Club, iscriversi all'Associazione Italiana Celiachia per essere continuamente informati, per sostenere le loro attività e per ottenere il Prontuario degli Alimenti riconosciuti idonei dal Ministero della Salute e quello per identificare i locali informati e attrezzati per l'alimentazione senza glutine.

Che succede però quando ci spostiamo nelle altre corsie ad esempio di un supermercato? All'inizio, come descrivevamo nella presentazione del nostro blog, il panico, gente che legge disperatamente il prontuario degli alimenti e fa una sorta di caccia al tesoro al prodotto che ha trovato essere idoneo nell'elenco, persone che perdono minuti e minuti a leggere minuziosamente le etichette sperando che non si nasconda il maledetto glutine sotto qualcuna di quelle sigle incomprensibili A36788 ED2788, etc.
Questo perché purtroppo non tutti i prodotti riportano una chiara e trasparente dicitura identificativa che non contengono o viceversa contengono glutine (per fortuna cominciamo a fare davvero passi da gigante a tal proposito), questo per una serie di motivazioni che non ci è dato sapere e che vorrei tralasciare per non entrare in ambiti e logiche industriali che magari non conosco approfonditamente e rischierei di essere tranciante.
Ecco qui allora che numerosi iniziati si rivolgono anche a noi per avere informazioni o certezze sulla possibilità di acquistare o meno alcuni prodotti che sono magari stati da sempre parte della loro lista della spesa.

Grazie all'esperienza e alle informazioni che per fortuna alcune aziende danno anche in risposta ai clienti o all'interno dei loro siti, e sottolineo il concetto che facendolo se ne prendendono tutta la responsabilità, sappiamo darvi alcune risposte alle domande più frequenti.

Speciale Bimbi

Nutella, Nesquik, Big Babol, Kinder cioccolato, Kinder Maxi e Kinder sorpresa (ad eccezione della versione estiva), M&M Cioccolato, M&M Arachidi, Chupa Chups (ad esclusione gusto cola) Snickers (valido sostituto per fare la famosa torta "Mars" amata da tutti i bimbi), Estathè e sottilette Kraft sono tutti prodotti che pur non riportando la dicitura identificativa ed alcuni non essendo nel prontuario, possono essere consumati dagli SPIGAti.


Speciale golosi di tutte le età

Baci Perugina (Tradizionale e Bianco), Bounty, Mon Cherì, Pocket Coffe, Gran Soleil, Dietorelle, Alpenliebe, possono essere consumati.
N.B. Alcune aziende come Perfetti, Lindt e Caffarel riportano sui rispettivi siti l'elenco dei prodotti idonei. Vi informiamo anche che la fabbrica di cioccolato Venchi ha addirittura cambiato il proprio claim commerciale in "Venchi, Fabbrica senza glutine". 

Speciale cucina

Il lievito di birra è consentito, l'aceto balsamico si può tranquillamente usare a patto che riporti la dicitura corretta "Aceto Balsamico di Modena" in quanto è un prodotto IGP e se riporta tale dicitura corrisponde a delle precise modalità di preparazione che lo garantiscono anche senza glutine. Passate, verdure sottolio o sottaceto, pelati, olio, burro, non hanno nessuna problematica di utilizzo a patto che ci siano dentro ingredienti naturali, così come il tonno o i legumi. Un occhio di riguardo ai lieviti in polvere, lo zucchero vanigliato, il cacao in polvere, la gelatina che invece possono non essere idonei, consultare il prontuario o le aziende produttrici. A tal riguardo vi comunichiamo che anche Pane Angeli (sempre largamente discussa la possibilità di utilizzare i suoi prodotti) ha pubblicato sul proprio sito i prodotti idonei e altre aziende di preparati per dolci e pasticceria hanno immesso nel mercato tantissimi prodotti senza glutine come Rebecchi, Lo Conte Le Farine Magiche e addirittura una grande novità, la Cameo ha recentemente introdotto il preparato 9 torte anche nella versione senza glutine.

Speciale gelati e ghiaccioli, caramelle e cicche

Attenzione che magari non ci si pensa ma è una "sezione" a rischio, già anche per i ghiaccioli e le famose caramelle, perchè per colorare o addensare questi prodotti si usano spesso farine o amide e spesso quelle non consentite, stesso consiglio, prontuario alla mano, siti delle aziende o chiedete ad altri soci del Club. Ma tranquilli ad esempio alcuni grandi classici sono senza glutine, il Magnum, il Fior di Fragola, il Calippo, o ancora alcune vaschette di Sammontana, Algida e Motta per citarne alcuni,  Morositas, Goleador, Tic Tac, Ricola e potrei andare avanti ancora..

Speciale bevande, aperitivo, patatine e dopo cena 


Immagine dal web
Tranquilli è vero che le birre tradizionali sono bandite, ma via libera (..con moderazione ovviamente) a vino, spumanti, bitter e ampia scelta di birre nei negozi specializzati (Green's, Schnitzer, Mongozo, Ridenburger per citarne alcune) e la ormai famosa Estrella Daura che trovate anche nei supermercati. E se è vero che non si può dar fondo agli ampi Happy Hour che spesso si trovano in giro, si possono tranquillamente consumare patatine classiche che si trovano praticamente ovunque come, Amica Chips, San Carlo, Dixi, Rodeo, Pop Corn. E per il dopo cena? Ok a grappa e Montenegro per esempio per digerire, superalcolici (sempre con moderazione ovviamente) come Gin, Vodka (non addizionati con altri ingredienti di dubbia ricetta), Rhum, Cognac e Whisky. Alcune marche garantiscono anche altre bevande come Sambuca, Limoncello, etc ed ora grande novità in commercio anche ilBaylei's senza glutine. Per i più piccoli o gli astemi, ok tutte le bevande gassate (non le versioni Light) ed esiste ad esempio anche una birra senza glutine analcolica, la Neumarkter Lammsbraeu.

Questo e tanto altro ancora.. non esitate a chiederci ulteriori informazioni, ci adopereremo per rispondervi e se siete o venite a conoscenza di prodotti nuovi o che prima erano di dubbio utilizzo mentre ora sono consentiti..scriveteci scriveteci e scriveteci.




La celiachia malattia "nuova" o risultato di una modificazione del frumento?

Questa è una domanda ormai frequente. Tante persone si interrogano sul perché di questa improvvisa ed esponenziale crescita, quasi "epidemica", della celiachia in tutto il mondo o quasi.
Quasi perché sembrerebbe analizzando la diffusione della celiachia a livello mondiale, che esistano ancora delle aree nel mondo dove la celiachia abbia un'incidenza davvero bassa, l'area orientale per esempio, ma anche qui le cose sembrano cambiare. Fino a qualche anno fa si pensava che l'intolleranza al glutine fosse tipica della popolazione europea, ma poi si scoprì che ne era affetta anche la popolazione Americana e Australiana e di lì a poco fu chiaro che la celiachia non aveva confini perché studi confermavano la presenza di questa "nuova" malattia anche in Africa, Paesi dell'Est, America Latina, fino a sconfinare nei paesi dell'Estremo Oriente dove storicamente, appunto, non se ne riscontrava traccia.


Analizziamo due aspetti: la celiachia è una malattia "nuova"? Ed è il risultato di una modificazione del frumento?

Immagine dal web
Allora per quanto ci è dato sapere, la storia della celiachia ha origini molto lontane nel tempo e probabilmente già nel 250 a.C. il medico Romano Galeno aveva descritto questa forma intestinale sia nel bambino che nell’adulto. Nel I secolo d.C. Celso introduceva l’aggettivo celiaco per identificare una malattia diarroica ed Areteo di Cappadocia ne riconosceva l’andamento protratto e la difficoltà della cura. Nel 1888 Samuel Gee descriveva la celiachia in Gran Bretagna ed individuava nella dieta una possibilità di terapia. Addirittura studi recenti hanno individuato i cosiddetti "geni della celiachia" nelle ossa  dello scheletro di una ragazza rinvenuto negli scavi di  Ansedonia, in Toscana,  risalente al I° secolo a.C. Sembrerebbe, per tanto, che la celiachia non sia una malattia "nuova", ma la sua diffusione racconta una storia diversa.
Già perché il quesito è sempre lo stesso, perché l'incidenza e la prevalenza di questa malattia è così vortiginamente incrementata? In molti sostengono che l’aumento dei casi di celiachia sia una conseguenza del miglioramento delle tecniche diagnostiche, ma la spiegazione non convince, appare eccessivamente semplicistica e riduttiva.
E’ mai possibile che non dipenda da uno stile alimentare? L'ipotesi che lo sviluppo della celiachia sia strettamente legato alla manipolazione del grano non è nuova. Non spiegherebbe di certo la presenza di tracce di celiachia nei secoli passati, ma spiegherebbe di certo la presenza di questa malattia in popolazioni che prima non la manifestavano, perché ormai negli ultimi anni le abitudini alimentari della popolazione mondiale sono molto cambiate e anche chi non consumava abitualmente cibi derivati dal frumento ora li consuma, esempio tipico gli africani migrati in Europa. Ma ora, grazie anche alle intuizioni e dichiarazioni di numerosi scienziati di esperienza, pare che questa ipotesi possa arricchirsi di ulteriori dettagli, anche se mai confermata e che lascia ancora numerosi interrogativi.


Il grano nanizzato

Un esempio, il professor Luciano Pecchiai, fondatore dell’Eubiotica in Italia e attuale primario ematologo emerito all’ospedale Buzzi di Milano, ha avanzato una spiegazione di questa possibile correlazione causa-effetto su cui occorrerebbe produrre indagini scientifiche ed epidemiologiche accurate. «E’ ben noto che il frumento del passato era ad alto fusto – spiega Pecchial – cosicchè facilmente allettava, cioè si piegava verso terra all’azione del vento e della pioggia. Per ovviare a questo inconveniente, in questi ultimi decenni il frumento è stato quindi per così dire “nanizzato” attraverso una modificazione genetica». Appare fondata l’ipotesi che la modifica genetica di questo frumento sia correlata ad una modificazione della sua proteina e in particolare di una frazione di questa, la gliadina, proteina basica dalla quale per digestione peptica-triptica si ottiene una sostanza chiamata frazione III di Frazer, alla quale è dovuta l’enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento caratteristico della celiachia. «E’ evidente – ammette lo stesso Pecchiai – la necessità di dimostrare scientificamente una differenza della composizione aminoacidica della gliadina del frumento nanizzato, geneticamente modificato, rispetto al frumento originario. Quando questo fosse dimostrato, sarebbe ovvio eliminare la produzione di questo frumento prima che tutte le future generazioni diventino intolleranti al glutine». 

Il grano Creso



Immagine dal web
Chiudiamo con un ultimo esempio, quello del grano creso. Forse qualcuno ricorderà una questione dibattuta qualche anno fa alla quale non è mai stata fornita risposta e che rimane a tutt’oggi un problema apertissimo e attuale: il cosiddetto grano Creso. Nel 1974, all’insaputa dei più, viene iscritto nel Registro varietale del grano duro il Creso. Nove anni dopo, la superficie coltivata a Creso in Italia era passata da pochi ettari a oltre il 20% del totale, con 15 milioni di quintali l’anno per un valore, di allora, di circa 600 miliardi di vecchie lire.Da una pubblicazione del 1984 si ricavò poi che quel grano era stato «inventato» e sviluppato presso il centro di studi nucleari della Casaccia. Nel lavoro, come ricordò nel 2000 anche il fisico Tullio Regge su Le Scienze, si sottolineava l’efficacia della mutagenesi e l’introduzione di nuovo germoplasma e di ibridazioni interspecifiche.In sostanza, il Creso era il risultato dell’incrocio tra una linea messicana di Cymmit e una linea mutante ottenuta trattando una varietà con raggi X. Per altre varietà in commercio erano stati utilizzati neutroni termici. In che misura, per esempio, il consumo continuativo di questo frumento può avere influenzato l’organismo di chi lo ha ingerito? Non si sa, né pare che alcuno voglia scoprirlo. Lo stesso Regge si limitò ad affermare che comunque «lo hanno mangiato tutti con grande gusto». E se la celiachia fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano che sta alla base della maggior parte del cibo che mangiamo? Chissà se a qualcuno, prima o poi, verrà voglia di capirlo. Per ora anziché cercare spiegazioni sulle cause, cosa che permetterebbe di provvedere poi alla loro rimozione, la ricerca percorre direzioni opposte, ipotizzando e sperimentando ulteriori modificazioni genetiche del frumento stesso per «deglutinare», cioè privare del glutine, ciò che ne è provvisto o «immettere» nel frumento caratteristiche proprie di cereali naturalmente privi di glutine. Sperando che tutto ciò non provochi ulteriori conseguenze.

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org






Alimenti vietati

Infine ci sono gli alimenti contenenti glutine il cui acquisto e consumo è da evitare.


  • Frumento (grano), segale, orzo, avena, farro, spelta, kamut, triticale 
  • Farine, amidi, semolini, creme e fiocchi dei cereali vietati 
  • Paste, paste ripiene, gnocchi in genere 
  • Pane e suoi sostitutivi: pancarrè, grattugiato, focacce, pizza, piadine, grissini, cracker, fette biscottate, crostini di pane, ecc. 
  • Muesli e miscele di cereali kamut Malto, estratto di malto dei cereali vietati 
  • Dolci, biscotti e torte prepararti con farine contenenti glutine  


Carne, Pesce e Uova 


  • Carne o pesce impanati (cotoletta, bastoncini, frittura di pesce ecc.) o infarinati o miscelati con grattugiato (hamburger, polpette, ecc) o cucinati in sughi e salse addensate con farine contenenti glutine 
  • Pesce surgelato precotto (esempio: paella, surimi, ecc.) o pronto da cuocere o da friggere (esempio: frittura di pesce) 


Latte e derivati 


  • Piatti pronti a base di formaggio impanati con farine contenenti glutine 
  • Yogurt al malto, ai cereali, ai biscotti 


Verdura e Legumi 


  • Misti di verdure (minestroni, zuppe, ecc.) con cereali 
  • Verdura impanata, infarinata, in pastella 


Frutta 


  • Frutta disidratata infarinata (esempio: fichi secchi, ecc.)  

 

Bevande 


  • Caffè solubile o surrogati del caffè contenenti orzo o malto 
  • Bevande contenenti malto, orzo, segale 
  • Bevande all'avena 
  • Birra Vodka, Gin Whisky non scozzese    


Dolci 


  • Torte, biscotti, pasticcini e dolciumi preparati con farine ed altri ingredienti contenenti glutine Cioccolato con cereali 
  • Marzapane 


Varie 


  • Olio di germe di grano 
  • Lievito madre o lievito acido 
  • Besciamella  


mercoledì 13 novembre 2013

Chi siamo e perché

Un club per definizione è un gruppo di persone unite da un interesse comune prevalentemente socio-culturale e/o ricreativo.
Benissimo..anche il Club degli SPIGAti nasce infatti con lo scopo di creare un gruppo che abbia un “luogo di incontro”, virtuale ovviamente, dove potersi confrontare su quell'interesse che accomuna tutti i soci del club che è essere o essere diventati SPIGAti, ovvero celiaci e dove far meglio comprendere a chi non vive questa condizione sulla propria pelle, cosa significhi essere entrati a far parte di questo Club.
Prima di far insorgere la popolazione celiaca, motiviamo la scelta di questo nome. Procediamo per gradi.
La celiachia è un argomento ormai ben noto a tanti, conosciuto ai più e di cui molti hanno sentito parlare almeno una volta.
Una  malattia che si impara a conoscere molto bene se ne è colpiti ma, “quella malattia strana che c'entra con il cibo, con la farina, con il grano”, “una fissazione” o peggio “una nuova moda” se non se ne entra in contatto da vicino.
Bene, con questo Club vorremmo proprio creare un gruppo di informazione, di confronto, di approfondimento, sensibilizzazione e coinvolgimento su questo argomento che tocca da vicino ormai più di 1 persona su 10 e vorremmo farlo in modo serio ma non serioso. Questo perché è vero che la celiachia è una malattia seria con conseguenze anche gravi ma, è altrettanto vero che con tale malattia si può convivere serenamente e condurre una vita normale seguendo rigorosamente “solo” un regime alimentare basato su alimenti privi di glutine, elemento scatenante della malattia e quindi tassativamente vietato, a chi ne è affetto, per il resto della vita.
Avrete di certo notato, o vi chiedo di farlo d'ora in poi, che negli scaffali dei supermercati oltre che nei negozi specializzati e nelle farmacie, sono sempre più presenti prodotti che riportano un simbolo raffigurante una spiga sbarrata.
Tale simbolo è una chiara identificazione per le persone celiache che quel prodotto è consentito anche a loro in quanto non contiene fonti di glutine. Tali prodotti non sono però ovviamente la maggioranza e bisogna cercarli con attenzione perchè non sempre vengono esposti in modo ben visibile o ancora non tutti i prodotti indicati ai celiaci riportano tale simbolo o la dicitura espressa “senza glutine” e bisogna addentrasri nei supermercati muniti di una apposita guida e di un binocolo per individuare quelli permessi.
Vi chiedo quindi una riflessione..come vi sentireste voi a dover fare la spesa alla ricerca di una spiga sbarrata, armeggiando una guida strana ed aggirandovi “sospettosi” nelle corsie del supermercato leggendo con fare curioso ogni singolo prodotto..per non parlare poi di tutte le altre occasioni di vita quotidiana legate al cibo?
Proprio per questi motivi abbiamo pensato di chiamare questo club “Il Club degli SPIGAti”.
Unendo quindi il simbolo che identifica i prodotti per celiaci alla sensazione sopracitata di far parte di una strana minoranza (che dato il numero di celiaci diagnosticati in Italia e nel mondo non è proprio più una minoranza) abbiamo deciso di denominare così questo Club con l'intento di creare un incubatore di idee, confronti, ricette, esperienze per gli “SPIGAti” e di “provocare” il mondo dei “non spigati”, di far comprendere e di sdrammatizzare una malattia, una condizione che, se pur complessa, se ben compresa e conosciuta darebbe la possibilità agli “spigati” di essere vissuta in modo molto, ma molto più “normale”!









I Soci del CLUB

SOCI VIP: 

sono i soci fondatori, gli SPIGAti ufficiali, tutte quelle perosne a cui è stata diagnosticata definitivamente la malattia celiaca.


SOCI SENIOR: 

tutte le persone a cui è stata diagnosticata la Gluten Sensitivity.


SOCI ONORARI: 

tutte quelle persone che convivono con gli SPIGAti, genitori, mariti, figli, fidanzati, perché come loro devono ben conoscere lo status di SPIGAto e le regole di appartenenza al Club.


SIMPATIZZANTI: 

tutte quelle persone che per un dato periodo della loro vita, per svariati motivi, devono escludere il glutine dalla loro dieta.













lunedì 11 novembre 2013

Soci Junior – Gluten Sensitivity

Nel Club degli SPIGAti abbiamo detto che esiste un gruppo di soci definiti junior in quanto a loro non è stata diagnosticata la celiachia nella sua forma più conosciuta ma a cui è stata riscontrata una "nuova" patologia di cui si sente sempre più spesso parlare: la Gluten Sensitivity. Innanzitutto sfatiamo il fatto che sia un nuovo status, una moda, una fissa, perché così si pensava fino a poco tempo fa, come si pensava che i benefici tratti dall'esclusione del glutine dalla dieta delle persone sensibili al glutine fossero unicamente dovuti all’effetto placebo. Beh a seguito di anni di studi, dove appunto si studiava effetto placebo e reale sintomatologia dell'intolleranza attraverso la somministrazione inconsapevole di glutine, è stato dimostrato che così non è.

Che cos'è quindi la Gluten Sensitivity e in cosa differisce dalla celiachia? 

La sensibilità al glutine, anche se la causa scatenante è la stessa, non è una forma attenuata della celiachia, è una malattia a se stante, diversa sia dal punto di vista molecolare che dalla risposta immunitaria. Infatti, come sappiamo, la celiachia è una malattia del sistema immunitario che dipende da un difetto dell'immnunità innata e da un difetto dell'immunità adattiva, cioè quella che produce anticorpi specifici per eliminare una molecola nemica, cosa che, nel caso della celiachia, genera un danno permanente alle mucose intestiali. Ciò non accade a chi soffre di Gluten Sensitivity, loro non mostrano i danni tipici della celiachia, anche se l’intestino può risultare infiammato, perchè la patologia dipende esclusivamente da un difetto dell'immunità innata e non vi è una reazione autoimmune. Infatti la reazione al glutine è immediata, poche ore, al massimo giorni tra l’introduzione del glutine e l’insorgenza dei sintomi, che sono similari sia a quelli della celiachia che a quelli del colon irritabile, mal di testa, dolori addominali, gonfiore, etc. Nella celiachia invece i danni possono manifestarsi anche dopo mesi o addirittura anni in presenza o meno di sintomi. Altra differenza sostanziale, nella Gluten Sensitivity la soglia di tolleranza al glutine è individuale e può aumentare o scomparire naturalmente nel corso della vita senza lasciare danni, a differenza della celiachia dove sappiamo che ciò non accade, SPIGAti si diventa e si rimane. Ma differenze a parte, la cura è la medesima, eliminare il glutine. Quindi nuovi tesserati nel Club degli SPIGAti che si allarga, e di tanto. Il numero delle persone affette da questa, ormai ufficiale, nuova patologia sembrano essere di gran lunga maggiori a quelli della celiachia. Si parla di un'incidenza del 6% contro l'1% della celiachia, quindi pare che in Italia interessi circa 3 milioni di persone. Questo potrebbe essere visto come fattore positivo se si pensa al mercato dei prodotti senza glutine che è di certo destinato ad ingrandirsi e di conseguenza a migliorarsi e ci dovrebbe invece far riflettere sul motivo per cui sempre più persone diventino celiache, sensibili al glutine o allergiche al grano, ma questo lo vedremo in modo più approfondito in un articolo dedicato.
Quindi anche le persone affette da Gluten Sensitivity entrano di diritto nel Club perché che tale patologia li accompagni per poco tempo o per la vita anche loro, pur non avendo gli stessi “diritti” dei soci “vip”, così abbiamo denominato i celiaci diagnosticati, avranno gli stessi “doveri” fino al perdurare della patologia.