giovedì 20 febbraio 2014

Pillola e vaccino anti celiachia

Pillola, vaccino anti celiachia speranza, utopia o realtà? 

Favorevoli o contrari?


Vorrei, con l'aiuto di tutti gli SPIGAti che ci seguono, intavolare un dibattito o meglio un confronto su questo argomento molto trattato e nel quale tantissimi SPIGAti ripongono grandi speranze.

Bene, fin dal lontano 2005 inizarono a circolare le prime voci, seguite dai primi articoli, sulla sperimentazione di un vaccino e/o di una pillola "Anti Celiachia". Si susseguirono e ancora lo fanno oggi, le stesse voci e gli stessi articoli, prima si parlò che la pillola sarebbe entrare in commercio dalla fine del 2007, poi fu detto nel 2008 poi venne specificato che la sperimentazione accurata non sarebbe potuta durare meno di 5 anni e quindi non se ne sarebbe parlato prima del 2013. Siamo nel 2014 e ora si parla dell'ultima fase della sperimentazione. Per il vaccino stessa storia arricchita però da un "giallo" cominciato a circolare in rete che il vaccino sarebbe stato pronto ed efficacie ma che era stato boicottato dall'industria alimentare (storia del tutto infondata ovviamente). Ed eccoci qui siamo nel 2014 e che succede?
Cerchiamo di fare un po' di chiarezza per poi alimentare una discussione ed un confronto alla luce di ciò che conosciamo ora.
Da anni lo sappiamo, la ricerca scientifica è impegnata in diversi studi per il trattamento della celiachia.Le sperimentazioni in atto sono 2, quella per la pillola e quella per il vaccino.

Il vaccino dovrebbe avere il compito di agire sul sistema immunitario per far sì che lo stesso possa “tollerare” il glutine e quindi di far regredire la celiachia. Come commenta il direttore del Centro di Ricerca sulla Celiachia e Biologia Mucosale dell’Università del Maryland a Baltimora, Prof. Alessio Fasano (uno dei massimi esponenti a livello mondiale), “Il vaccino, attraverso un metodo molto complesso, intende bloccare la reazione autoimmune tipica della celiachia che porta alla produzione di citochine dannose per l'intestino. Il vaccino riesce a presentare i pezzettini di glutine alle cellule del sistema immunitario in maniera speciale: in questo modo “rieduca” le cellule, riprogrammandole perché tollerino il glutine e non producano citochine”. Anche se può sembrare una soluzione semplice e immediata in realtà l'attuazione di questa soluzione è complessa e richiede tempi lunghi ed incerti. Attualmente il vaccino è ancora nella fase di sperimentazione iniziale, gli scenziati hanno verificato che il vaccino non ha effetti collaterali e tossici ma non sono ancora riusciti a dimostrarne ne l'efficacia ne la validità.

Per quanto concerne la "pillola anti celiachia" o come è stata soprannominata la "pillola prima dei  pasti" la fase di sperimentazione è più avanzata, in termini tecnici siamo al trial clinico III, ovvero, continua la sperimentazione allargando il numero di centri, cioè di ospedali e cliniche coinvolte, con l'obiettivo di confermare l'efficacia, affinare i dosaggi, valutare il valore terapeutico, meglio definire il rapporto sicurezza efficacia, e superare il problema della variabilità individuale.
Anche l'Italia prende parte a questa fase di sperimentazione, infatti da inizio 2014 al via anche a Salerno la sperimentazione come racconta in questa intervista il Dr. Fasano.
Il farmaco individuato, perchè di farmaco si tratta (che dovrà essere assunto sotto controllo e prescrizione medica), sarebbe in grado di bloccare l'aumento della permeabilità intestinale indotto dal glutine inibendo la zonulina che “regola” il passaggio tra una cellula e l’altra nell’intestino. La pillola anti-celiachia, assunta prima di pasti potrebbe quindi “impedire” il passaggio del glutine nel corpo e frenare la conseguente reazione immunitaria ed i ben noti danni alla mucosa intestinale. Anche se i risultati ottenuti fino ad ora sono molto promettenti, è sempre meglio non farsi prendere dai facili entusiasmi. In primis è necessario che la fase sperimentale sia completata con successo e successivamente, non di certo per importanza, bisogna sottolineare, come ribadisce sempre il Dr. Fasano, è che anche se e quando tale pillola sarà disponibile, non servirà per guarire dalla malattia ma per migliorare la qualità della vita dei celiaci.
Già perchè la pillola avrà come funzione quella di terapia integrativa e non sostitutiva della dieta priva di glutine perchè il Larazotide Acetate, così si chiama la molecola individuata che "combatterebbe" il glutine, non ha comunque un'azione protettiva netta e completa, pertanto sarebbe prevalentemente utile nel caso di situazioni in cui non si può essere del tutto certi della sicurezza degli alimenti assunti o di contaminazioni accidentali. Come dice lo stesso Fasano, sarà una terapia di protezione.

Due caratteristiche accomunano le due sperimentazioni (in realtà sono molte di più le sperimentazioni, noi abbiamo segnalato le più significative e argomentate di cui si trovano notizie), una è che è necessario un grande sforzo in termini economici per portarle a termine (cosa di certo non semplici data la crisi economica globale) e l'altra è che di certo passeranno ancora anni prima che, quale che sia la soluzione, venga immesso sul mercato un farmaco in grado di contrastare (e resta ancora da capire in che modo) la celiachia.

Detto questo, come anticipato, vorremmo creare un confronto per capire cosa ne pensate sulla possibilità di assumere dei farmaci in supporto o sostituzione (?) della dieta priva di glutine. Già perchè se è pur vero che aiuterebbe e migliorerebbe la qualità della vita  e lo status di SPIGAto (la vita sociale in modo particolare), è altrettanto vero che si tratterebbe sempre e comunque di assumere dei farmaci sotto controllo medico. Dato che, passatemi il concetto, uno dei pochi lati positivi della celiachia è che è una malattia che come cura non prevede l'assunzione di alcun farmaco, sareste disposti ad introdurre costantemente dei farmaci che nemmeno la sperimentazione saprebbe ancora che effetto avranno a lungo termine?
Penso ai tanti amici e clienti intolleranti al lattosio o ancor peggio diabetici che possono assumere enzimi per contrastare l'effetto del lattosio o spesso sono obbligati ad assumere insulina per regolare il diabete, ma che, nel primo caso preferiscono (la maggioranza) scegliere prodotti privi di lattosio, nel secondo preferirebbero senza ombra di dubbio poter fare a meno di iniettarsi (o ingerire) insulina e avere un'alternativa alimentare.

A voi ora i commenti...





12 commenti:

  1. signori
    ormai celiaco da cinque anni ,sinceramente pillola e vaccino non mi interessano più, anche perchè si vociferano voci molto precedenti al 2007. La cosa che mi fa ancora un po arrabbiare è che questa condizione mi esclude dalla vita militare e dalle forze di polizia. Ma se si chiamasse il caro ministro della Salute,dato che è celiaca anche lei, e gli si dicesse di fare una chiacchieratina col ministro della Difesa oppure col caro dott. Fasano che da 10 anni dice ma non fa???

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    1. la penso esattamente come te ma nelle amminstrazioni militari esiste la casta dei generali che pare non sia d'accordo nemmeno all'introduzione degli alimenti senza glutine nelle mense quando invece è previsto per legge che il dipendente pubblico possa farne richieste. il punto della questione è che costoro non hanno figli ciliaci altrimenti sono convinto che le cose cambierebbero e come se cambierebbero.

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  2. Perchè il ministro della Salute può fare il ministro essendo celiaca e tu non puoi fare vita militare? Questo non lo capisco. Mia figlia è maestra ed è celiaca, ma se anche fosse una vigilessa o una poliziotta, che problema ci sarebbe? I celiaci mangiano cibo normalissimo: è solo privo di glutine, quindi non tollerano il frumento ma lo sostituiscono con mais, riso ecc....e non è certo roba extraterrestre! Incredibile! Questa proprio non la sapevo

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  3. Io la pillola la prenderei se poi potessi mangiare normalmente, se invece mi tocca continuare a fare la dieta allora non ha senso prenderla.
    Speravo in una scoperta rivoluzionaria, voglio dire, riescono a clonare esseri viventi e non riescono ad "inventare" una pillola per i celiaci... A me sembra strano, probabilmente ci saranno in ballo gli interessi delle aziende che producono i cibi senza glutine.

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  4. giovannilombard196517 maggio 2014 21:20

    Io la userei solo per andare a mangiare nei ristoranti vegetariani e nei viaggi

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  5. Io sono mamma di un ragazzo celiaco, e con mio figlio 15enne ne abbiamo parlato molto della pillola. Lui non vede l'ora che arrivi in Italia, ma non per sostituire la dieta senza glutine, ma per poter viaggiare senza problemi. Non è sempre facile all'estero mangiare senza glutine in modo decente, soprattutto nei college.
    Perché criticare o negare una cosa che può solo migliorare il tuo stile di vita??
    Trovo più scandaloso il business che c'è intorno ai prodotti senza glutine, i prezzi che hanno, e la mancanza di possibilità di poter fare la spese anche nei supermercati con l'esenzione.

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    1. ha pienamente ragione concordo in pieno cn lei

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  6. Ciao, grazie per il tuo commento, posso condividere con te le difficoltà che si riscontrano ancora nel mondo (vario e variopinto) del senza glutine (non a caso stiamo cercando di portare avanti il porgetto di questo club per informare, condividere e chissà mai anche dare qualche contributo, ma in primis penso nessuno critichi o neghi la possibilità di pillola o vaccino ma magari ci si interroga solo su quale sarà esattamente l'efficacia e quali gli effetti collaterali. Per quanto concerne il finale del tuo commento, concordo anche qui quasi totalmente precisando però che la responsabilità dei prezzi è quasi totalmente a carico del Ministero che avvalla senza batter ciglio il prezzo comunicato dal produttore, tutta la filiera a seguire (grossisti, negozianti, farmacie..) si adeguano e ancor più precisamente non si ha la possibilità di definire un prezzo (grande distribuzione a parte) , ma usufruendo dell'erogazione gratuita prevista dal sistema sanitario nazionale i prezzi sono imposti.
    Infine ti aggiorno che è partito il progetto di erogazione dei prodotti anche nei supermercati usufruendo dell'esenzione, partirà con tempistiche precise a seconda di provincie e/o regioni (tieni presente che la prassi non è semplice per noi "piccoli operatori" di certo non lo è stata e sarà per la grande distribuizione).
    Buon pomeriggio a te e a tutti

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  7. in viaggio o durante matrimoni cresime ecc la pillola sarebbe una soluzione fantastica perchè togliere tutti i disagi che si affrontano a causa dei locali ne attrezzati e neanche informati su questo che purtroppo ancora c'è ... x quanto riguarda il fatto della polizia è una cosa orribile perchè non fare una petizione da presentare ? potrebbe essere un inizio

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  8. Beh, a me sembra proprio molto stranp che ancora non si arrivi ad una soluzione al problema, piuttosto penso ci siano dei reali rallentamenti sicuramente per mancanza di fondi ma anche per intetessi diversi, ad ogni modo ben vengano soluzioni preventive o curative, la celiachia e' una malattia e per questo ogni terapia benefica che migliori la vita va intesa ppsitivamente, speriamo al piu' presto
    Poi..
    Che un celiaco non possa inseguire il sogno di una carriera militare fa tanto parte di quelle assurde contraddizioni del nostro paese, trattasi anche di ignoranza? Bah!


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  9. buonasera,
    credo che la pillola, nell'ottica di un miglioramento della qualità di vita, sia la benvenuta. lo sconforto riguarda il fatto le tempistiche.
    perchè uno deve bramare una pillola che lo può aiutare come l'acqua nel deserto?

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  10. Sono 9 anni che sono celiaco e di chiacchiere riferite alla pillola, ne ho sentite abbastanza tra conferenze tenute a Roma e riviste. Secondo me a causare rallentamenti o bocchi nello studio di questa pillola, sono le piu grandi aziende di alimenti senza glutine, che per non avere cali nelle vendite, vanno a complottare "roba tutta italiana". Sono ormai all incirca 6 anni che dicono di essere all' ultima fase di sperimentazione, masecondo voi non c'è qualcosa di strano?

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